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Laboratorio rivolto a danzatori,
architetti e abitanti degli spazi pubblici
con Eva Raguzzoni e Ilaria Lusetti
โ
17 e 18 giugno 2017
Piazzale della meridiana, Carpi (Mo)
Esploro le possibilità di movimento in relazione ad un elemento architettonico
Come si può fare il rilievo di uno spazio attraverso corpi che lo abitano danzando?
Come cambia la qualità fisica ed emotiva di un gesto in relazione alle specificità di un luogo?
Quali sono gli stimoli di movimento che un corpo recepisce da oggetti con forme e funzioni differenti?
Come un elemento architettonico può trasformarsi e diventare altro attraverso la danza?
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Queste sono le domande a cui abbiamo cercato una risposta in questa prima tappa, e qualcosa è stato trovato,
ma nel frattempo abbiamo anche visto il mare oltre una porta, una doccia sotto l’albero, tre TI AMO scritti sul muro (uno cancellato), e abbiamo danzato molto, lasciando depositare un pezzetto di noi in quel parco
e portandoci a casa tutta la bellezza che potevamo.
Condivido le possibilità di movimento in relazione ad un elemento architettonico

Mappatura dello spazio
Elemento dello spazio, disegno, movimento, modello 3D
“È difficile dire perchè una stanza, le pietre di una strada, un angolo di giardino mai visto,
un muro, un colore, uno spazio, una casa diventino improvvisamente familiari, nostri.
Sentiamo che abbiamo abitato questi luoghi, una sintonia totale ci fa dimenticare che tutto questo
esisteva e continuerà ad esistere al di là dei nostri sguardi.”
Luigi Ghirri
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Ciò che rimane dopo questo iniziale momento di indagine, attorno ad una prima selezione di temi e questioni,
è soprattutto uno sguardo di affetto verso il luogo che ci ha ospitato in quei giorni,
una chiara sensazione di appartenenza reciproca e quasi esclusiva, come se solo noi potessimo dire
di conoscere davvero intimamente quel parco.
Questo è quello che succede quando si esce e si occupa fisicamente uno spazio urbano,
c’è chi lo fa quotidianamente per sana abitudine, ma quanti invece prediligono spazi privati o virtuali, quanti attraversano la città distrattamente, vivendola solo come tempo sprecato nel passaggio
da una meta all’altra?
โ
Ma è solo se l’esperienza urbana diventa una questione personale, che può nascere l’istinto
a prendersi cura degli spazi pubblici.
Portare la propria presenza nella città, occupare fisicamente con il proprio corpo le piazze, i parchi, le strade,
tentare di stare e allargare spazio e tempo dello sguardo per dare nuova profondità e
nuovi sentimenti alle nostre percezioni può essere un semplice atto di cittadinanza, ma ha una grande
valenza politica e una portata rivoluzionaria se compiuto su grande scala e con continuità.
È un esercizio di testimonianza, una reazione all’indifferenza, e può diventare grande fonte di arricchimento
e di bellezza se saremo capaci di progettare luoghi urbani dove sia possibile il concretizzarsi della meraviglia,
quel sentimento di stupore e inquietudine destato da qualcosa di inatteso che stimola la curiosità
e l’interrogarsi sull’esistenza umana.
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Eva Raguzzoni, dopo studi di danza classica con René Lejeune, ex maitre de ballet dell'Aterballetto, ha studiato danza contemporanea in Italia, Germania e Francia con diversi registi e coreografi, tra cui, Julie Ann Stanzak (Wuppertal Tanztheater),
Ornella D’Agostino, Kyomi Ichida, Larrio Ekson, Raffaella Giordano, Abbondanza-Bertoni, CarolynCarlson e Sasha Waltz.
Dal 2001 al 2005 ha fatto parte del CRC, Centro per la Ricerca Coreografica di Bologna.
Ha danzato per Teri Weikel, Daniela Boensch, Julie Anne Stanzak, Cristina Luschi, Enrique Vargas e collaborato a numerosi eventi performativi con musicisti.
Dal 2007 ha iniziato a lavorare soprattutto con persone non professioniste, con le quali ha trovato una particolare affinità di poetica teatrale. Nel 2008 il lavoro "Figliolini" è stato selezionato come finalista al Premio Giovani Danz’Autori dell'Emilia-Romagna, ottenendo una residenza presso il Teatro Dimora di Mondaino.
Dal 2001 insegna danza contemporanea presso Sted (Mo), tiene seminari intensivi di danza e laboratori di movimento per le scuole.
Il laboratorio si è tenuto all’interno del programma della terza edizione del festival Concentrico
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